lunedì 16 novembre 2009

17 novembre 2009

Anche quest'anno l'Unione degli Studenti de l'Aquila si attiverà in occasione della Giornata Mondiale per il Diritto allo Studio, nota anche solo come 17 Novembre. La manifestazione dell'anno scorso, portata avanti da UdS e UdU e con la partecipazione di altre associazioni, può essere ritenuta un successo ed un prezioso ricordo: un lungo e variopinto serpentone di studenti di ogni grado ed indirizzo che, confluiti poi in Piazza della Prefettura, hanno manifestato zuppi per la pioggia davanti al Palazzo del Governo. Quest'anno studenti Italiani, Europei, addirittura Iraniani manifesteranno per il proprio diritto allo studio, perchè l'incessante diminuzione dell'interesse pubblico per questa problematica colpisce tutti indistintamente. Noi studenti aquilani non costituiamo un'eccezione, tutt'altro. Ovviamente le nostre pretese sono adeguate alla situazione: la possibilità di poter recarsi a scuola e aver modo di studiare è per noi un lusso costato molto, ma non possiamo permettere che questa visione da parte di chi ci deve tutelare rimanga tale e porti all'accantonare le nostre esigenze. Si può e si deve fare ancora moltissimo e il 17 Novembre potremo gridare i nostri disagi e ribadire il ruolo cruciale di questa generazione nella ripresa della città e nell'evoluzione della società in vista del futuro.
L'appuntamento è alla Villa Comunale, in prossimità del centro tutto impalcature e gru che non potremo attraversare. Il percorso della manifestazione sarà diverso, come la coscienza di chi vi prenderà parte.

domenica 15 novembre 2009

17 Novembre: GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO

giovedì 22 ottobre 2009

Prima prova di evacuazione generale al Liceo Scientifico dopo 10 giorni

L'Aquila, 17 ott - L'unione degli studenti ha sempre lavorato, all'interno delle scuole, nell'ambito della prevenzione e, ancor oggi, si trova a dover denunciare degli atteggiamenti, delle noncuranze che riteniamo inaccettabili.

Il Liceo Scientifico “A. Bafile” dell'Aquila ha svolto in data 15/10/09 la prima prova di evacuazione generale; ben dieci giorni dopo la riapertura dell'anno scolastico.

Nel corso della prima settimana (in alcune classi anche nella seconda) è stato mostrato, nelle singole aule, il percorso studiato per garantire un rapido deflusso degli studenti nell'abbandonare l'edificio.

Riteniamo inaccettabile che il primo giorno di scuola si sia scelto di non toccare un argomento così importante e si sia scelto di proseguire come se nulla fosse l'attività didattica.

Gli studenti che, insieme alle loro famiglie, hanno scelto di rimanere a L'Aquila lo hanno fatto speranzosi, nell'utopia che, almeno per una volta, si potesse agire in modo rigoroso mettendo subito in chiaro che la sicurezza viene prima di una lezione di matematica.

La prova di evacuazione ha un ruolo essenziale in questo filone logico.

Spesso, in situazioni di pericolo, la disorganizzazione può essere motivo di maggiori danni di quelli causati dal pericolo stesso e non osiamo neppure immaginare cosa sarebbe potuto accadere se in uno dei primissimi giorni si fosse verificato un evento sismico, anche se di lieve entità.

Dobbiamo, ancora una volta, andare avanti sperando che non succeda nulla, o che non succeda nulla in un lasso di tempo limitato?.

Sono stati profusi moltissimi sforzi, soprattutto a livello economico, per rendere le nostre scuole sicure, ma non basta. C'è un atteggiamento sbagliato da cambiare, da plasmare e fino a quando questo non accadrà continueremo a commettere errori.

Come abbiamo fatto in passato.

Come, sembra, continueremo a fare.

Unione degli Studenti



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giovedì 8 ottobre 2009

"Prevenzione e convivenza con la sismicità del territorio"

L'iniziativa che abbiamo portato avanti con la FIOM-CGIL provinciale il 06-10 è andata decisamente a buon fine. Erano presenti circa settanta persone. Escluso l'assessore Di Pietro le istituzioni, precedentemente invitate, erano totalmente assenti. Inizialmente è intervenuto Alfredo Fegatelli (FIOM-CGIL provinciale) “questo deve essere l’inizio di un ragionamento che avvii un percorso di conoscenza, che metta in comunicazione mondi diversi e, talvolta, distanti, come la scuola, il mondo del lavoro e la politica”. Lo ha confermato la giovanissima Ilaria Trafficante, 16 anni, dell’Unione Degli Studenti, secondo la quale “la partecipazione è quasi obbligatoria perché dobbiamo evitare che la nostra paura diventi panico. Dobbiamo informarci e informare gli altri perché la prevenzione diventi una priorità di tutti, per essere protagonisti di ciò che ci accade”. Successivamente il prof. Marco Petitta, dell’Università La Sapienza di Roma, ha iniziato la sua esposizione dicendo che l’analisi di cosa si può fare, sia prima che dopo un evento calamitoso, va fatta fuori dall’emergenza e lontano dalla sfera emotiva, sottolineando che “prima c’è molto da poter fare con molti soldi in meno rispetto alla gestione di un gravissimo dopo”. La prevenzione si fa tenendo conto della storia sismica del territorio, con lo studio della quale è possibile stimare con buona probabilità il tipo di evento sismico più probabile. “Basandosi sui dati storici degli ultimi duemila anni, i geologi sanno che nella zona dell’aquilano è possibile che si verifichino terremoti di magnitudo da 6 a 6.3. Continua Petitta “dalla seconda metà del 1700 alla fine del 1800, periodo in cui si sono avuti terremoti devastanti, si è iniziato a commettere il grave errore di ricostruire in fretta e male, con la conseguenza che i terremoti successivi hanno fatto danni più gravi di quelli attesi a certe magnitudo tutto sommato non catastrofiche”. Quando si investe nel prima, i risultati ci sono e sono importanti, sebbene le amministrazioni dovrebbero evitare di farne lettere morte. Un esempio è lo studio effettuato a Celano, piccolo Comune di 15000 abitanti nell’entroterra aquilano, dove, dal 2003 al 2006, utilizzando personale LSU (Lavoratori Socialmente Utili), il Comune ha analizzato la vulnerabilità sismica di ogni edificio, pubblico e privato, in base all’anno e alle tecniche di costruzione. Per arrivare a realizzare una mappa del danno eventuale, sono stati incrociati i risultati dello studio degli edifici con la mappa geologica del terreno. Infine, da profeti per sapere, è stato simulato un terremoto con epicentro nell’aquilano di magnitudo 6.6. Da un confronto, la mappa risultante dei danni simulati e quella dei danni reali conseguenti al terremoto del 6 Aprile (6.3 Richter), per Celano risultano essere coincidenti. I costi dello studio? €6 per abitante, dunque a Celano, per 15000 abitanti lo studio è costato 100000 euro, per L’aquila costerebbe poco più di 400000 euro. Accettabile nonché utile a prendere le dovute misure cautelative, se solo il nostro fosse un Paese più responsabile.

In base alle esperienze di Giappone e America, in particolare dopo il terremoto di Città del Messico del 1985, si è accentuato l’interesse sulla microzonazione sismica in quanto, dall’osservazione delle conseguenze del terremoto su palazzi identici, costruiti uno accanto all’altro, spesso è capitato che uno sia crollato e l’altro sia risultato pressoché illeso. Ciò in quanto i danni di un terremoto, anche a chilometri di distanza dall’epicentro, variano in base alla composizione del terreno: la roccia attutisce molto, un terreno friabile o sabbioso invece amplifica l’oscillazione.

Microzonazione e tecniche di costruzione adeguate all’orografia e alle caratteristiche del territorio sono il primo passo per una convivenza sicura con la sismicità come con altre caratteristiche naturali imprevedibili e imprescindibili ha sostenuto con decisione Antonello Salvatori, geologo, docente nell’Università dell’Aquila.In Italia la prevenzione e le tecniche di costruzione sono arretrate rispetto ad altri Paesi sismici. Nell’immediato dopoguerra la fretta di ricostruire l’Italia consentì l’abolizione di tutte le norme di costruzione, per la prevenzione dei danni da terremoto, risalenti addirittura al Regno dei Borboni. La prevenzione parte dal progetto e passa per la realizzazione di un’opera urbanistica adeguata alla zona in cui viene realizzata. E i costi continua Salvatori “rispetto alle tecniche di costruzione più tradizionali sale di un 20% nella struttura, che si traduce in un +3% su costo totale del fabbricato. Ogni isolatore utilizzato come fondamenta dei condomini del progetto c.a.s.e. costa 1426 euro. Cifre accessibili e sostenibili per la sicurezza. Inoltre” dice Salvatori con una punta di orgoglio mista a delusione “gli isolatori sono un brevetto italiano che viene utilizzato normalmente ovunque nel mondo tranne che in Italia”. Condividendo un’esigenza e, contemporaneamente, un obiettivo, forse si riuscirà anche a ricucire qualche brandello del tessuto sociale aquilano. Essere tutti soggetti protagonisti con pari dignità ” ha detto Luigi Camposano della FIOM-CGIL nazionale “creando un percorso culturale che parta dai bambini e accompagni il cittadino per tutta la vita. In ciò” ha notato Camposano “i giovani sono più solleciti ad intervenire e a partecipare”. Dopo di che, è partito un dibattito molto intenso tra pubblico ed esperti.

lunedì 28 settembre 2009

mercoledì 23 settembre 2009

UDS e FIOM: Intesa per assemblea 6 Ottobre.

UDS e FIOM (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) hanno raggiunto l'intesa per una assemblea da tenersi il 6 Ottobre 2009 nell'aula magna dell'ITIS (Colle Sapone) nella quale si discuterà del vivere con il terremoto e conoscere cosa questo significhi nella quotidianità.

martedì 22 settembre 2009

Incontro con Elvezio Galanti della Protezione Civile Nazionale sulla sicurezza delle scuole

L'UDS ha incontrato oggi in sede DI.COMA.C., insieme al comitato genitori per scuole sicure e Cittadinanza Attiva, il direttore del Servizio sismico nazionale del Dipartimento di Protezione Civile, Elvezio Galanti.
L'incontro ha portato a significativi risultati e a rassicurazioni sulla condizione delle scuole che entro il 5 Ottobre ospiteranno tutti gli studenti aquilani.
Galanti ha garantito che tutte le strutture scolastiche dell'Aquilano sono state adeguate per sostenere scosse anche superiori a quella del 6 Aprile e ha dato disponibilità a rilasciare un documento con tutti i lavori effettuati all'interno dei singoli istituti.


G.M.